Aperta il Lunedì dalle 16.00 alle 17.30
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L’idea di allestire una biblioteca nei locali del circolo PD Monte Mario nasce dall’incontro di tre compagne – Alessandra, Carla e Simona – che, ritrovandosi dopo molti anni in quella che era stata, a suo tempo, la “loro sezione” del P.C.I., hanno sentito il bisogno di interrogarsi sul destino di quel luogo e della memoria che custodiva. Da lì, quasi naturalmente, è emersa la necessità di prendersi cura della raccolta di libri accatastati nella stanzetta “ufficio” della sezione e, perché no, di spingersi oltre: trasformare quel patrimonio in una vera e propria biblioteca.
Questa è l’origine della storia della nostra biblioteca, una storia che è ancora in divenire e sulla quale continuiamo a lavorare. Una storia resa possibile grazie al sostegno convinto del gruppo dirigente del circolo, che ha creduto nel progetto e ne ha permesso la realizzazione, dando continuità a un’idea che, nel corso degli anni, altri compagni avevano già immaginato e iniziato a costruire.
Quindi, presentiamo ufficialmente la Biblioteca del circolo PD Monte Mario, intitolata a Mahsa Amini. Una scelta tutt’altro che simbolica o rituale. Mahsa Amini era una ragazza iraniana pestata a morte nel suo Paese nel settembre del 2022 per aver indossato l’hijab “in modo non conforme”. La sua morte ha suscitato indignazione, dolore e mobilitazione in tutto il mondo ed è diventata un segno potente e universale della lotta per la libertà, l’autodeterminazione e l’emancipazione delle donne. Intitolare a lei questa biblioteca significa affermare che la cultura, per noi, non è neutra: è parte integrante della battaglia per i diritti, contro ogni forma di oppressione e violenza.
Le ragioni che hanno dato vita a questo progetto sono sostanzialmente tre.
La prima è quella di completare un lavoro avviato negli anni passati da diversi compagni, in momenti e con modalità differenti, restituendo ordine, dignità e accessibilità a un patrimonio collettivo.
La seconda è l’apertura di uno spazio culturale nel quartiere di Monte Mario, un territorio che sconta una grave e inaccettabile assenza di biblioteche e luoghi di produzione e diffusione del sapere. Anche nel nostro piccolo, abbiamo voluto colmare questo vuoto, riaffermando il diritto alla cultura come bene comune.
La terza, forse la più profondamente politica, è quella di restituire a questo luogo la sua funzione originaria: essere un punto di riferimento per la partecipazione democratica, un presidio di cittadinanza attiva, un laboratorio di idee capace di tenere insieme cultura e politica, memoria e futuro.
Nel corso dell’inventariazione dei volumi, questa biblioteca ci ha riservato non poche e piacevoli sorprese. La Biblioteca “Mahsa Amini” si configura principalmente come una biblioteca storico-politica, fortemente centrata sulla storia della filosofia marxista, sui movimenti socialisti e sulla vicenda dei partiti comunisti del Novecento. Un’attenzione particolare è riservata alla storia del Partito comunista italiano, dalle sue origini fino alle figure che ne hanno segnato il pensiero e l’azione politica: Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Luigi Longo ed Enrico Berlinguer.
Accanto a questo nucleo fondamentale, la biblioteca ospita numerose opere letterarie – romanzi italiani e stranieri, gialli, testi teatrali, raccolte poetiche – e diverse edizioni di notevole pregio, che arricchiscono ulteriormente il valore culturale della raccolta.
Molti dei volumi presenti provengono da donazioni di importanti intellettuali e protagonisti della nostra storia civile e politica, come Lucio Luzzatto, Silvia Glori e il partigiano, comandante dei GAP romani dell’attentato di via Rasella, Rosario Bentivegna, detto “Zaza”. Un patrimonio che accresce il prestigio e il valore simbolico di questa piccola ma preziosa raccolta. Ad oggi i volumi catalogati sono circa 1.400, un numero destinato a crescere una volta conclusa l’opera di catalogazione ancora in corso.
In conclusione, sentiamo il dovere di rivolgere un ringraziamento sentito a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso: a Roberto, che può essere considerato il vero pioniere di questo lavoro; a Dino, Giancarlo, Irene e Claudia per il sostegno costante; ad Alessandra che, prima di essere assorbita da altri improrogabili impegni, ci ha guidate con passione e competenza; e a Ileana, che pur non potendo essere presente oggi, non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio nel corso degli anni.
Questa biblioteca non è solo un insieme di libri: è un atto politico, un gesto di cura verso la memoria collettiva e una promessa di futuro.